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San Gerardo la Porta di Piacenza

San Gerardo apparteneva alla nobile famiglia La Porta di Piacenza. Peregrinò verso l’Italia Meridionale forse alla ricerca di solitudine o per essere più vicino ai punti di imbarco dei crociati diretti verso i luoghi santi ma, giunto a Potenza, decise di dedicarsi alla vita apostolica. Fu tale il suo impegno che quando morì il vescovo in carica della città, la gente e il clero, lo scelsero come successore. Fu così proclamato vescovo nel 1111 ad Acerenza e portò la Chiesa avanti per otto anni. Morì nel 1119 e dopo un solo anno, Papa Callisto II lo proclamò santo. La sentenza di canonizzazione venne comunicata in via ufficiale a Potenza da alcuni Vescovi delle altre diocesi lucane i quali ebbero tale incarico dal Papa. Da quel momento in poi, i potentini riconobbero in San Gerardo il loro principale protettore. Nonostante la breve durata del suo apostolato nella città, eccelse per quelle virtù di cui è dotato chi è chiamato da Dio a lasciar nella vita dei contemporanei una profonda traccia. Uomo di cultura e di solida pietà, vide aprirsi davanti un vasto campo di apostolato, specialmente tra la gioventù. Aprì a tutti gratuitamente i tesori della sua cultura e della sua bontà, attirandosi la simpatia di tutto il popolo. Impegnava buona parte della giornata ad assistere e aiutare il popolo con opere di provvidenza ispirate dalla più fervente pietà; era umile, benigno e mansueto; pietoso e misericordioso specialmente verso i poveri e i diseredati che presso di lui trovavano continuo ricetto ed umana pietosa assistenza. Manfredi, suo biografo e poi successore nella cattedra episcopale, così descrive questo periodo della sua vita: “Onorato della gloria pontificale, apparve più umile, più mansueto, più pio, più benigno, più diligente nell’esercizio delle virtù. Era di tanta sobrietà da sembrare un monaco”. Le sue reliquie furono seppellite in un luogo nascosto per timore che venissero trafugate, come accadeva non di rado in quei tempi e, dopo una serie di scavi e di sondaggi, furono rinvenute nel 1250, riposte in una pregevole urna e conservate in un sarcofago che per un certo periodo fu l’altare maggiore del Duomo. Il sarcofago è attualmente in esposizione all’interno del palazzo vescovile, sede della Curia.

Eventi

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  • A San Gerardo stai con noi
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  • XIII Memorial C. Lauria
  • Portatore d'Oro
  • E'WiVA LA VILLA

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